Aperto Lun. al Sab. 8:00 -13:00 / 14:30 - 20:00
3478199841

Osteopatia

Tutti i sistemi sono connessi

L’osteopatia riconosce ed utilizza l’interrelazione infinitamente sensibile e delicata tra tutti i sistemi del corpo (circolatorio, respiratorio, nervoso e cosi via) ed il sistema muscolo scheletrico.

0001 2395235623 20210604 223035 0000 Compress0 1

l’Osteopatia non si accontenta di risolvere il sintomo ma va alla ricerca della causa di ogni sofferenza che può trovare la sua localizzazione anche in un’altra zona del corpo.

Il sistema muscoloscheletrico

I disturbi del sistema muscolo-scheletrico derivanti da traumi di varia natura (cadute, incidenti infantili, contusioni, ecc.) rappresentano spesso la causa di malattie e disfunzioni viscerali che l’Osteopatia è in grado di trattare efficacemente.

81BCBA8B B58E 4A19 AC10 D1DAF67B29C4

I principi alla base dell’osteopatia

L’approccio osteopatico si basa su tre principi:

1°principio:l’essere umano è un’unità dinamica di funzioni il cui stato di salute è determinato da corpo, mente e spirito. Il tessuto connettivo del sistema corporeo costituisce il veicolo attraverso il quale l’unità dinamica del corpo umano viene espressa e mantenuta.

2°principio:il corpo possiede dei meccanismi di autoregolazione e auto guarigione. L’organismo possiede una forza intrinseca che determina la sua guarigione.

3°principio:la struttura e la funzione sono reciprocamente inter-correlate. Qualsiasi distorsione nell’ambito della struttura implica la manifestazione di una disfunzione in qualche parte dell’organismo.

Come si diventa osteopata?

L’Osteopata, si forma durante un percorso di studi che dura dai 5 anni accademici (tempo pieno) ai 6 anni (tempo parziale).

Durante tale percorso accademico il futuro osteopata approfondisce e impara l’anatomia del corpo umano, la fisiologia, per comprendere come funzionano le strutture che ci permettono di compiere le nostre attività quotidiane e capire come siamo fatti nel dettaglio.

Le principali materie di studio comprendono anatomia, fisiologia, embriologia, istologia, neurologia, patologia, biochimica, biofisica, biomeccanica, ginecologia, pediatria e altre discipline. Questi studi permettono di comprendere come il corpo si modifica, ad esempio, dai primi mesi di vita di un neonato fino all’età adulta, o come cambia la struttura anatomica di una donna durante la gravidanza.

A completamento del percorso formativo, il futuro osteopata apprende le tecniche manuali essenziali per ripristinare la corretta motilità e mobilità dei tessuti coinvolti in situazioni di disequilibrio. Queste tecniche vengono insegnate durante tutti gli anni di studio e applicate sia nella clinica universitaria sia sui compagni di corso, poiché la pratica costante è fondamentale per affinare la sensibilità del tatto, indispensabile per individuare le aree del corpo che non funzionano correttamente.

La diagnosi osteopatica tramite la palpazione

Ecco un cenno di come avviene la palpazione strato dopo strato che può compiere l’osteopata.

Con un tocco delicato, anche leggermente sollevato dalla pelle, è possibile percepire informazioni sulla temperatura superficiale; ad esempio, un’area con una lesione acuta apparirà calda, mentre una zona interessata da un disturbo cronico risulterà più fredda rispetto alle altre parti della pelle.

Il tocco delicato consente di rilevare l’umidità della pelle, ovvero l’attività sudorifera e sebacea. Con una leggera pressione si valutano il tono, l’elasticità e il turgore cutaneo. Un contatto più deciso permette di entrare in relazione con i muscoli superficiali, offrendo la possibilità di valutare il loro tono, turgore e stato metabolico. Spingendo ancora più in profondità, si possono esaminare in modo analogo gli strati muscolari profondi, identificando le guaine fasciali e le loro densità.

Nell’addome, questo tipo di palpazione offre informazioni preziose sullo stato degli organi interni. Una palpazione più profonda, ferma ma delicata, permette inoltre di percepire il tessuto osseo sottostante.

Come si svolge il trattamento osteopatico

Nel primo incontro, l’osteopata svolge un’attenta anamnesi del paziente.

1000001232

Successivamente viene valutata la postura della persona, si osserva com’è posizionato in piedi, se ci sono asimmetrie evidenti e come si muove nello spazio.

Dopo ciò il paziente si sdraia sul lettino e l’osteopata osserva come si appoggia su di esso, l’eventuale presenza di asimmetrie e in tal caso se sono le stesse che si erano notate anche da in piedi.

A questo punto con un approccio palpatorio strato dopo strato, l’osteopata valuta quali sono le strutture anatomiche che non si stanno muovendo come dovrebbero.

FB70ABDC 1F27 48B9 A5AF 9504FB1FEA6C

Infine l’osteopata si concentra sull’osservazione della mobilità della colonna vertebrale, del cranio e del sacro, che sono molto importanti poiché attraverso essi, il sistema nervoso ortosimpatico e parasimpatico mandano le loro innervazioni agli organi stessi.

Una volta individuate le disfunzioni del paziente, si procede con il trattamento osteopatico vero e proprio. Attraverso tecniche manuali mirate, l’osteopata applica impulsi correttivi sulle aree del corpo coinvolte, ristabilendo l’equilibrio funzionale del paziente.

Ogni evento fisico ed emotivo nella storia della persona, è considerato importante per poter avere un quadro completo ed iniziare a farsi un’idea da dove possa essere nato il sintomo.

Come lavora un osteopata

Come detto prima l’osteopata utilizza in primis un approccio palpatorio per individuare i disturbi più sottili del sistema muscoloscheletrico.

Questi disturbi possono includere, ad esempio, restrizioni nella mobilità articolare delle singole vertebre e di altre articolazioni del corpo, nonché alterazioni tissutali derivanti da problemi nella circolazione arteriosa, nel drenaggio venoso e linfatico, e dalla limitazione della mobilità dei tessuti molli.

Quindi attraverso tecniche manuali aiuta il corpo a normalizzare tali disfunzioni. Si tratta di tecniche palpatorie delicate e percettive (tecniche palpatorie è un termine che descrive l’uso abile del senso tattile affinato che viene utilizzato per il trattamento).

L’osteopata può adottare diversi approcci—strutturale, fasciale, viscerale o cranio-sacrale—scelti in base al tessuto da trattare e al tipo di stimolo più efficace per la struttura coinvolta.

È importante sottolineare che l’osteopata rappresenta un prezioso alleato per pediatri, ginecologi, neurologi, fisioterapisti, psicologi, gastroenterologi, ortopedici e altri specialisti. Grazie alla collaborazione con queste figure professionali, l’osteopata può accelerare il processo di guarigione e il recupero funzionale del paziente.

Quando rivolgersi ad un osteopata

Quando si presentano disturbi del sistema muscolo-scheletrico

Image 2

L’osteopatia riconosce e utilizza l’interconnessione estremamente sensibile e delicata tra tutti i sistemi del corpo (circolatorio, respiratorio, nervoso e altri) e il sistema muscoloscheletrico. Per questo motivo, è consigliabile rivolgersi a un osteopata in caso di disturbi muscoloscheletrici. Questi disturbi possono derivare da diversi tipi di traumi: dai traumi subiti dal bambino durante il parto, alle cadute e agli incidenti comuni dell’infanzia, dagli effetti degli sport di contatto, alle disfunzioni causate dal sollevamento scorretto di pesi, fino agli impatti ad alta velocità negli incidenti automobilistici.

Oltre ai disturbi causati da traumi, è fondamentale considerare che possono rappresentare importanti fattori eziologici di numerose malattie e disfunzioni viscerali, molte delle quali sono trattabili.

I disturbi del sistema muscoloscheletrico possono anche derivare da posture scorrette, come quelle assunte dagli studenti, la permanenza prolungata nella stessa posizione, l’uso improprio del corpo durante specifiche attività lavorative o sportive, le lunghe degenze a letto per convalescenze da malattie o traumi, e infine le posizioni mantenute sotto anestesia durante interventi chirurgici.

È chiaro che l’osteopatia non si limita a trattare dolori articolari o muscolari, ma risulta efficace anche per problematiche viscerali. Inoltre, l’osteopatia svolge un ruolo importante nella prevenzione, poiché i tessuti si alterano prima che compaiano i sintomi. Attraverso un approccio palpatorio, strato dopo strato, è possibile individuare queste tensioni e, con tecniche specifiche, stimolare le strutture coinvolte a ristabilire il loro corretto funzionamento. Osservando attentamente la postura, sia durante la crescita sia in età adulta, si può comprendere lo stato di salute dell’intero organismo e aiutare la persona a sviluppare una maggiore consapevolezza su come migliorare la propria postura e, di conseguenza, la funzionalità generale del corpo.

Chi può andare dall’osteopata

L’osteopatia è un valido alleato per tutti

Lattanti, bambini, donne in gravidanza, adulti, sportivi e anziani: in ogni fase della vita, l’osteopata è un prezioso alleato per garantire il corretto funzionamento dell’intero organismo.

L’osteopatia è una terapia trasversale sia per quanto riguarda l’età, che per quanto riguarda il sesso. Ci si può rivolgere all’osteopata sia per risolvere problematiche che possono insorgere fin dai primi giorni di vita che derivanti da traumi sportivi. L’osteopatia è quindi adatta a tutti, dal bambino in fasce alle future mamme agli sportivi fino agli anziani.

ALCUNI DISTURBI CURABILI CON L’OSTEOPATIA

L’Osteopata, grazie alla sua approfondita conoscenza dell’anatomia umana, è in grado di individuare e trattare problematiche quali distorsioni articolari (caviglie, ginocchia, ecc.), lesioni dei tessuti molli (contratture, elongazioni, stiramenti muscolari), oltre a disturbi più sottili come le restrizioni della mobilità articolare delle singole vertebre e di altre giunture del corpo. Interviene inoltre sui cambiamenti tissutali causati da disturbi della circolazione arteriosa, dal drenaggio venoso e linfatico alterato e dalla ridotta mobilità dei tessuti molli.

Orari d’apertura

Lun – Sabato 8:00 – 13:00

15:00 – 20:00